giovedì, settembre 15, 2011

ARUS, il figlio di Ulric

“NO! Ti dico che non è una leggenda... io l'ho visto!”

“Vai a raccontare le tue balle sui lupi da ubriacone in un'altra locanda, vecchio! O a quei cacasotto dei tuoi nipotini! Uaahahahah!”

“Idiota d'un mercenario senza cervello! Spero proprio che Arus, ti prenda quando sei di ronda di notte... e ti divori in un sol boccone con le sue enormi fauci... la gente come te non si merita altro...”

Spostando violentemente la prostituta che ha sulle gambe, il mercenario si avvicina al vecchio con passo veloce e con un calcio ai fianchi lo scaraventa giù dalla sedia: “Le tue storie mi hanno fatto passare la voglia di scopare, vecchio di merda” - dice, sputandogli addosso e uscendo dalla locanda.

Il vecchio, aprendo le mani che si era portato al volto per proteggersi, sente mani morbide che cercano di aiutarlo.

“Sei fortunato che non ti abbia spaccato la testa! Quello là è pericoloso... La prima volta mi ha persino graffiata...” - dice la giovane prostituta con viso serio - “dai vecchio, offrimi una birra e ascolterò volentieri la tua storia... lo sai che non sono di queste zone, chi sarebbe questo Arus?”

“ARUS è il figlio di Ulric! È il Grande Lupo Bianco che il Dio dell'Inverno ha lasciato per proteggere il suo popolo e gli animali di queste terre dalle insidie del Caos! Arus è un grosso Lupo, alto il doppio di un bue, forte come cento uomini, più feroce di ogni animale selvatico...”

“E come mai nessuno l'ha mai visto? E perchè non ha sconfitto il Signore della Fine dei Tempi?!”

“Stolto è l'uomo che vuole capire i piani degli Dei!
...e poi io l'ho visto! Il figlio di Ulric regna e domina gli animali che vivono attorno all'Ulricsberg e in queste terre... dai Monti di Mezzo fino al Laurelorn e dalla Foresta delle Ombre ai boschi del Drakwald... ed è proprio nel Drakwald che ero... eravamo in 5, due primavere fa... eravamo a caccia di cinghiali per poter rivenderne la carne e le pelli ai mercanti di Marienburg... non sono male con l'arco, sai... o almeno non lo ero, ora col passare degli anni gli occhi mi tradiscono un po'... insomma... eravamo in 5, perchè il Drakwald non è sicuro, non lo è mai stato... con quegli Uominibestia sempre in agguato, che non sai mai da dove arrivano... beh, e infatti arrivarono, erano ben 3 di quei mostri bestiali e urlavano come dei maiali scuoiati... si presero Badel, e uno staccò un braccio a Finz con un colpo d'ascia... io che ero più indietro scappai, ma uno mi inseguì.. corsi come mai nella mia vita... io odio correre, le ginocchia mi fanno sempre male dopo, ma lì non ci pensai... sentivo il suo fetore mentre correvo, e lui con quei suoi zoccoli e gambe mostruose si avvicinava troppo velocemente... non mi voltai, non volevo vederlo... ma nel correre un ramo mi colpì in testa e mi ferì qui in fronte... l'Uomobestia mi era addosso e voleva staccarmi la testa, ma un'ombra bianca passò e lo portò via come un lampo! Ero ancora a terra in lacrime di paura, mi voltai per guardarlo: era enorme, bianco come il latte di capra, i suoi occhi di ghiaccio mi fissavano e tra le zanne teneva il corpo esanime dell'Uomobestia.. poi con un rapido scatto scomparve di nuovo portandosi via la sua preda...”

La ragazza non ha retto al lungo monologo, un nuovo spasimante temporaneo è entrato in locanda e ne ha richiesto le attenzioni...
Il vecchio non sembra essersene accorto, e fissa ancora il fondo del suo boccale.
Davanti a lui, ad ascoltarlo ora c'è solo il giovane servo della locanda che gli chiede: “E gli altri che erano con lei a caccia? Che fine hanno fatto?”
“Gli altri arrivarono dopo poco..." - continua il vecchio - "per fortuna con noi c'era anche Juge il Forte... lui non aveva paura, e ha sconfitto quelle bestie con la sua lancia... ma loro non credevano alla mia storia... è scappato dopo aver sentito che te la sei fatta nei pantaloni , dicevano, senti che puzzo di merda...”
Un ghigno di un fastidioso ricordo si dipinge per un breve istante sul viso del vecchio, che ora guarda fisso fuori dalla finestra della locanda.

Dopo un lungo silenzio il giovane servo allunga la mano verso il vecchio: “Mastro Kibur, posso portar via e lavare il boccale? O vuole altra birra scura?”
Lo sguardo spento del vecchio non sembra ascoltarlo: “Lo sentiremo anche quest'inverno, ragazzo... Sentiremo il suo ululato... di notte... e sapremo che lui ci protegge!”



2 Commenti:

Blogger MasterMich ha detto...

Ma è cambiato tutta l'impostazione di fare i post su blogspot! Ora mi pare più facile scrivere i post.

Iniziare abbiamo iniziato, ora proseguiamo per la via di Arenbrg... se il primo scontro non vi ammazzerà tutti!

Salut!

15 settembre 2011 alle ore 12:37  

Blogger OrSoGuFo ha detto...

Noi non soccomberemo, noi non ci arrenderemo, estirperemo dalla casa di Taal quegli immondi come si fa con le erbacce.

Questa è la mia vita, questa la mia missione, vivrò per questo e per questo morirò.

Non ci sarà pace senza guerra, nè riposo senza sofferenza.

In poche parole gli spaccheremo i culi!!!
dai cazzo!!!!!

15 settembre 2011 alle ore 13:12  

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