martedì, luglio 13, 2010

Vorchdorf

La notte è passata, ma le poche ore di sonno avvolti nel freddo pungente delle tende non ha certo diminuito la vostra tensione.
Le creature che vi seguono hanno fatto ritorno con l’oscurità. Ma le balestre e l’abilità dei Cacciatori Grigi le hanno messe nuovamente in fuga.
Con la mattina, però, è arrivata anche la nebbia.
Il sole triste dei giorni scorsi è scomparso tra il fitto grigiore dei banchi di nebbia.
Dopo le preghiere mattutine, Padre Lucius si avvicina a Benjamin e lo vede pensieroso fissare la ciotola con la quale ha appena finito la colazione.
Benjamin: “Padre, per noi di Vorchdorf la nebbia è sempre stato sinonimo di sventura…”
Il prete di Sigmar, ben conoscendo i dissidi interiori del giovane soldato disertore, cerca le parole per consolarlo: “Benjamin…. Bisogna vedere a chi è rivolta questa sfortuna…” – e un po’ sorridendo aggiunge - “Noi siamo la sfortuna di quel perfido Necromante! Guarda come ci teme… trema all’idea della punizione eterna che gli infliggeremo!”
Benjamin: “Voi siete sempre così positivo, padre…”
Lucius: “Perché il mio cuore è forte della protezione di Sigmar! Agiamo in Suo Nome, per Sua indicazione!” – a queste parole segue un attimo di silenzio, il prete si fa più scuro in volto e mette una mano sulla spalla del compagno – “Però temo molto per quel che ci aspetta a Vorchdorf… Tu soprattutto dovrai preparare il tuo cuore al peggio… Ma ricorda: qualsiasi cosa sarà, ti sarò vicino, amico mio…”
Benjamin, dopo queste parole, non può far altro che sentire un tuffo al cuore e tornare ad incupirsi nei suoi pensieri…
I lunghi e pesanti istanti successivi vengono interrotti solo dall’arrivo di Jacob, che appena alzato già saltella come una lepre in mezzo al campo: “Per i denti dell’Imperatore! Non si vede un cazzo! Benji! Non mi ricordavo sto tempaccio da lupi di Ulrich qua dalle tue parti…”
Benjamin: “La nebbia c’è sempre stata nelle stagioni autunnali, ma non me la ricordavo neanch’io così densa e scura…”
Jacob: “Vabbé, vorrà dire che ci toccherà segregarci in taverna… Tra la birraccia calda del vecchio Guther e le dolci braccia della tenera Rosanna… o era Rosanne?”
Benjamin: “RoSSane… Ma non lavorava più al Becco del Corvo, dopo che si era sposata con…”
Immediatamente appare da dietro la nebbia la figura di un Cacciatore che interrompe. Dalla voce si riconosce essere Mikel: “Avete finito di far confusione con le vostre chiacchiere da taverna?”
Konrad appare dietro al Custode Grigio amico di suo padre e insiste: “Jacob, per Sigmar, chiudi quella tua boccaccia da suocera reiklandese…” – il giovane Kruger sta per aggiungere altri improperi quando la voce grossa di Padre Höff lo interrompe: “Forza signori, pronti che si riparte… Tra meno di 3 ore saremo a Vorchdorf… o quel che ne resta!

Già da tempo vi preparavate mentalmente al peggio, quando pensavate al villaggio di Vorchdorf, ma nessuno di voi è veramente pronto ad affrontare ciò che la terribile realtà vi pone davanti.
Siete oramai in prossimità della cittadina, quando in mezzo alla nebbia vi si presentano all’improvviso i resti di una cancellata di ferro arrugginito. Sulle punte dell’inferriata 3 teste vi fissano con i loro occhi freddi e pieni di terrore, colti in un ultimo terribile istante di dolore e disperazione. Sotto le teste, un cartello in legno con una scritta color rosso scuro, gocciolante che recita con depravata ironia: «Benvenuti a Vorchdorf»
Vi tappate il naso… L’odore è nauseabondo.
Il tanfo di morte spira dai resti della vicina città.
Sfoderate le armi. I vostri occhi si posano senza sosta in tutte le direzioni. La tensione è altissima.
Avanzate.
Oltrepassato il feticcio, la visione è ancora più tetra. Davanti a voi si aprono i resti di quella che è senza ombra di dubbio una cittadina morta e abbandonata: uno scheletro nella nebbia.
I resti ossei di mattoni e legno bruciato, giacciono a terra immobili. Vorchdorf è in rovina, spettro della vita semplice di un tempo, ricordo lontano di giorni gioiosi…
Gli unici segni di vita sono 2 corvi, aggrappati coi loro uncini alla trave spezzata di un edificio spento, e vi fissano con i loro sguardi inespressivi, pregustando il loro prossimo lauto banchetto!
“Oh, Sigmar!” esclama pieno di dolore il giovane Benjamin che, senza accorgersene, si fionda verso i resti della locanda in cui spesso aveva trovato conforto e divertimento…
Jacob lo segue a ruota. Butta un’occhiata all’interno: i tavoli e le sedie spezzati ed ammassati al centro del salone sono ancora fumanti. Solo l’insegna rotta a terra è il segno tangibile di ciò che era questo locale “Locanda il Becco del Corvo”.
Tutto è morto.

“Venite!” le parole tristi di Franz richiamano l’attenzione di tutti gli altri, ormai attoniti per la triste realtà del villaggio.
Franz indica il centro della piazza di Vorchdorf, dove si erge come un monumento il pozzo dove gli abitanti si rifornivano per dissetarsi. Ma nell’arco di ferro che lo sovrasta capite cosa c’è che ha richiamato l’attenzione del vostro compagno Cacciatore: un corpo è stato qui impiccato ed appeso.
Il volto del morto è bendato, e le tipiche vesti fanno immediatamente sobbalzare padre Lucius: “Grande Sigmar! È un Magistrato dell’Imperatore! Quello che hanno inviato meno di un mese fa…”
“E questa dev’essere la sua scorta…” aggiunge Konrad che con un piede sposta uno dei corpi gettati a terra lì a fianco.
Ma il cadavere del soldato ha una reazione immediata, e tenta di afferrare una caviglia del Cacciatore.
Konrad con un balzo felino ed appellandosi al suo istinto di sopravvivenza riesce ad evitare la stretta e con un rapido movimento di polso ruota la sua lama che con facilità trancia il braccio dell’aggressore.
Un lamento straziante fa capire ai presenti che i corpi di tutte le guardie del Magistrato si stanno rialzando, lente ed implacabili.
Padre Lucius, impugnando il martello con entrambe le mani, si scaglia con ferocia verso la più vicina di queste, e con un colpo secco gli fracassa l’elmo e gli squarcia il cranio.
Franz balza al suo fianco e chinandosi per portare meglio il colpo conficca la lama tra le costole di un'altra guardia che stava per avventarsi sul prete.
Con un grido di avvertimento e quasi all’unisono Töller e Krupp, roteando i loro spadoni e seguiti dal resto della compagnia, si scagliano sui restanti morti rianimanti.
Le lame tagliano carni e ventri, i martelli schiacciano ossa, i quadrelli fracassano crani e costole: queste creature che un tempo dovevano giacere in decomposizione dentro i Giardini di Morr sono davvero resistenti.
Lo scontro dura pochi ma lunghi minuti, le lame dei 2 Templari del Sangue di Sigmar risultano le più efficaci, ma è il vostro numero superiore a essere l’arma vincente ed i nemici vengono abbattuti.
La battaglia però non è senza conseguenze: sia Krupp che il capitano Kurtz sono feriti e perdono sangue.

Abbattuto l’ultimo dei nemici, l’unico rumore inquietante che rimane nell’aria è il cigolare della catena a cui è appeso il corpo del Magistrato che, lentamente, spostato da un alito di vento gelido, ruota su se stesso, mostrando la schiena impregnata dai malvagi segni del rituale di Magia Nera del Necromante.
La voce di Nathan, fredda e monotona, riempie di paura tutti voi: “I venti magici qui sospinti sono più scuri del fondo di quel pozzo… E spirano tutti da nord-est. Lui dev’essere lì!”
“La direzione delle rovine del Castello di Vorchsberg.” – risponde Benjamin, che ben conosce i luoghi della sua infanzia – “Quella è l’antica dimora della famiglia Von Vorchen, che fondò il villaggio e amministrò queste terre secoli fa… Nonché la dimora del Necromante, 30 anni fa…”
Segue qualche istante di silenzio: sapete tutti per certo che quella è la vostra meta.
Il destino deve compiersi.
Ognuno ricerca dentro sé stesso il coraggio di terminare ciò per cui è stato chiamato.

Staccate il corpo del Magistrato dal pozzo e, assieme ai resti delle sue guardie, lo bruciate. Padre Höff e padre Lucius benedicono le loro anime.
Finito il rituale il comandante Krupp si avvicina ai preti e si rivolge a tutti: “Esploriamo il villaggio, assicuriamoci che non ci siano altre creature NonMorte. Non vorrei che ci sorprendessero alle spalle mentre affrontiamo il Nemico al Castello…”
Vi dividete e perlustrate le rovine di Vorchdorf.

In pochi minuti i 4 Cacciatori Grigi riuniti e ben guidati da Mikel riescono a coprire la maggior parte del villaggio, abbattendo con precisione letale i corpi degli Zombie scovati a guardia dei ruderi abbandonati.
Padre Höff, assieme ai fanatici e ai Templari del Sangue di Sigmar, Töller e Krupp, si recano verso i resti della Chiesa di Sigmar.
Il luogo sacro è stato chiaramente profanato e lungamente violentato. Le sale al suo interno sono state date alle fiamme, distruggendo tutto ciò che non è pietra o marmo e ricoprendo il tempio di una inquietante fuliggine nera. I simboli che rappresentano il Primo Imperatore sono stati tutti violati: una profonda artigliata segna in maniera indelebile la parete dietro l’altare principale; la statua raffigurante Sigmar Glorioso è divelta e spinta a terra, rotta in più pezzi, il martello Ghal Maraz che essa brandiva, è ora spezzato.
“Padre!” - il richiamo di uno dei fanatici, ancora più affranti per lo scempio, fa correre fuori padre Höff, al quale viene mostrato uno straccio: sono paramenti sacri di un prete di Sigmar squarciati all’altezza del petto, strappati con violenza a chi li aveva indosso.

Altrettanto sacrilego sembra a Benjamin la profanazione della casa della sua famiglia. Si è voluto dirigere subito lì, chiedendo la compagnia di Jacob e padre Lucius.
Del bell’edificio, costruito dalla famiglia di suo nonno non rimane che un vecchio ricordo…
Tutto è marcito, sporco, distrutto.
Porte e finestre sono divelte, il tetto è sprofondato, mezza parete è crollata verso l’esterno.
Ma ciò che inquieta di più sono le macerie all’interno: mobili e detriti spezzati, graffiati e squarciati, come fossero preda di una belva feroce rinchiusa in gabbia.
Però vedere quel luogo riaccende in Benjamin tanti ricordi di un’infanzia felice e spensierata. La tavola in cui la famiglia si riuniva per mangiare o discutere… La stanza che da piccolo divideva coi fratelli… Le casse dove uno o un altro membro della famiglia riponeva i suoi abiti… Il ripostiglio con le cianfrusaglie… Il lettone dei suoi, sotto il quale si nascondeva quando giocava con i suoi amici… Il laboratorio del padre, dove dava una mano… La camera dove suo fratello Josh dormiva con la moglie Isolde… Isolde… Bella, coi suoi lunghi capelli biondi ed il sorriso da fata… La amava da sempre… Poi il fienile dei vicini, dove quella notte si amarono davvero… Quel giorno così bello… Quello successivo così triste… Lui, lei, Josh… La decisione della partenza… La sua fuga nell’esercito…
Benjamin è perso tra i ricordi d’un tempo sparito per sempre, e la sua mente si perde

Jacob, con l’arma in pugno, cerca di allentare la tensione di quel silenzio, mordendosi il labbro inferiore. È di fianco a Benjamin a perlustrare le stanze del primo piano, e se non fosse per lui l’amico, così preso dai ricordi, neanche si sarebbe accorto della presenza di un corpo morto che lentamente e inesorabilmente si ridesta per afferrarlo…
Ma Jacob lo vede avanzare e gli si frappone, richiamando l’attenzione dello Zombie ferendolo una spalla e urlando all’amico: “Attento Benji!” – e poi rivolgendosi al prete ancora al piano inferiore - “Cugino! Per la salsiccia di Sigmar! Vieni su!”
La spada di Jacob tenta in tutti i modi di arrestare il morto che avanza verso di lui, ma la creatura non sembra accorgersi dei tagli ricevuti, ed implacabile continua la sua marcia per afferrarlo.
“Aiuto, Lucius!” grida ancora Jacob indietreggiando, con le lame pronte a parare i graffi dello Zombie – “Per la sviolinata di Ranald! Dove sei?!”
I passi pesanti del cugino sacerdote che sale le scale di corsa risuonano per la casa, ma un’asse di legno marcio si frantuma sotto il peso del prete, lasciandolo con la gamba incastrata.
A stento trattiene un’imprecazione, e con anni di disciplina si rivolge al suo dio: “Grande Sigmar! Non lasciare i dadi del destino di Jeb in mano a Ranald!” . Così dicendo inizia a colpire le assi che lo incastrano col suo martello, sperando di riuscire a liberarsi ed aiutare il cugino in difficoltà.
“Lucius, maledizione! Non è il momento di pregare ora! MUOVITI!” - insiste Jacob indietreggiando davanti alle fauci del suo avversario, sempre più vicine – “Ben… Benji! Per la Corona di Sigmar, aiuto! AIUTO!”
Lo Zombie lo incalza.
Come risvegliato da un altro mondo, Benjamin, che tiene in mano un fermaglio per capelli indossato spesso da Isolde, si volta lentamente e vede l’amico con le spalle al muro e inizia a disperarsi riconoscendo in quel Non Morto il fratello: “NOOOO! NOOO! JOSH! Sono io, Benji… Fratello!” Le lacrime iniziando a scendergli senza che lui se ne accorga.
Ma Josh è sordo ed implacabile.
Jacob è ferito e si dimena per aver salva la vita: “Che le corna di Taal ti si conficchino nel cuore e nel culo, Benjamin! Non ti ascolta! AIUTAMI!”
Ma Benjamin è bloccato, e piangendo sempre più implora il fratello di fermarsi…
Intanto Lucius maledice la sua gamba e l’arma inefficace nell’aiutarlo a togliersi da quell’impiccio. La situazione è disperata.
Cerca di non lasciarsi prendere dal panico. Respira a fondo e facendo uso dei suoi esercizi di meditazione, prova a calmarsi. Dopo pochi istanti con voce calma e forte si rivolge all’amico: “Benjamin! Quello non è tuo fratello… E’ solo il suo corpo, posseduto dall’Oscura Magia del Necromante. Fermalo! Fermalo e uccidilo! Liberalo dalla maledizione! Fallo Benjamin! Fallo! Fidati di me, ti prego!”
Alle parole del prete, il giovane ex-soldato si alza.
Il tempo sembra rallentare... Impugna saldamente la spada. Guarda ciò che un tempo era suo fratello. Trattiene il respiro. Prende la mira. Disegnando con la lama un lungo arco colpisce al collo lo Zombie, decapitandolo. Poi piomba nuovamente in ginocchio. Disperato. Gli occhi pieni di lacrime.

Jacob, ancora spaventato a morte, sta per sfogare la rabbia calciando l’amico a terra… Ma la tristezza e la pietà per lui lo fermano. Gli mette una mano sulla spalla e prega dentro di sé Sigmar, perché non gli debba mai capitare di dover alzare le armi verso un membro della propria famiglia.

Lucius, intanto, liberatosi la gamba con maggiore calma, scorge da sotto la scala il corpo di un vecchio denudato. È stato usato per il macabro rito. È quel che resta del padre di Benjamin.

Benjamin ancora in lacrime di fianco al fratello morto per la seconda volta, torna a raccogliere il fermaglio di Isolde.
Mentre lo stringe forte, con le punte del pettinino si ferisce la mano, e giura vendetta!

Poi il volto gli si illumina: si ricorda di quel mattone nella stalla: si spostava e dietro lui ed Isolde si lasciavano in segreto regali e messaggi del loro amore.
Benjamin si asciuga le lacrime con la manica della camicia.
Si alza e parte con passo deciso.



3 Commenti:

Blogger MasterMich ha detto...

Errore trovato... per un /b non mi faceva postare... :(

Bella sessione. Spero vi siate divertiti e spaventati dallo scontro col perfido Necromante.

Presto posterò anche la descrizione della sessione.

Io sono stra-gasato per il proseguimento dell'avventura, perchè quello che avete appena abbattuto con non pochi sacrifici, non era altro che un pesciolino nel Grande Mare infestato!

Muuuahahahah!

13 luglio 2010 alle ore 11:31  

Blogger Enrico: padre di un hobbit di primo livello! ha detto...

ok non so scrivere con l'html quindi scrivo normale!

i cadaveri della gente che popolava le case e le strade di Vorcdorf sono ammassati nelle case semidistrutte, nella piazza, impiccati alle poche travi rimaste ipiedi…sembra che la città sia morta da anni ma al nostro arrivo si risveglia ma ormai siamo pronti a questo genere di cose.
seguo Lucius e Benjamin in un fienile, vedo l'ex soldato spostare un mattone e trovare un pezzo di carta, Lucius legge...sono le ultime testimonianze agghiaccianti della moglie del fratello zombi di Benji...anche solo dalla grafia si percepisce la paura e la rassegnazione dello scrittore…mentre lucius legge non posso non guardarmi alle spalle in cerca di altri cadaveri pronti a colpirci.
le ultime parole della lettera lasciano di sasso Lucius, sembra che la sua famiglia si sia spinta oltre al semplice contrabbando (forse la pista che fiutata ad Altdorf era giusta), una delle loro carovane è stata vista più volte qui a Vorcdrof negli ultimi tempi quando la gente già non usciva di casa…mi domando quali loschi traffici stiano gestendo in queste terre.

ci lasciamo alle spalle i tetri resti di quello che era Vorcdorf, gli animi dei membri della compagnia sono bui, i nervi sono tesi, gli occhi dei cacciatori scrutano la nebbia in ogni direzione.
proseguiamo verso la collina sulla quale si trova la torre del necromante.
camminando mi avvicino a Benjamin che da qualche giorno è l'ombra di mio cugino: "Per i piedi pelosi di Grungni, Benjamin, che diavolo stavi facendo prima mentre quello zombi strisciava verso di me???potevo morire!!!e sta tranquillo che se mi fossi rialzato come non morto sarei venuto a cercarti! sicuro come è vero che ho due piedi!venivo e ti mangiavo...che schifo!....fatto sta che potevi anche aiutarmi prima...a momenti me la facevo sotto!"

13 luglio 2010 alle ore 15:05  

Blogger Enrico: padre di un hobbit di primo livello! ha detto...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

13 luglio 2010 alle ore 15:05  

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