A Black Fire: gli ultimi giorni di Casa Kilgaard
Intenso e drammatico fu il finale di quel Casato che con arroganza occupò il Castello e la cittadina di Ramsgate, un tempo possedimenti della rinnegata Casa Anders.
I Kilgaard non erano altro che una famiglia di soldati a pagamento e guerrafondai, tutt'altro che avvezzi a governare, come si poté notare dalla loro fine. Altri poteri, più grandi di loro, giocarono al “Gioco dei Troni” usandoli come pedine di una scacchiera più vasta.
Lord Ulfer Kilgaard, così pratico alla guerra da non desiderare altro che una buona scusa per compierla, fu disposto a tutto, anche a sacrificare il suo stesso erede per scatenarla.
I suoi seguaci, mercenari senza più uno scopo né una paga, non attendevano altro che quell'ordine di marcia, impartito dal loro vecchio comandante.
Nessuno riuscì a dissuaderlo, neanche l'unico fratello a lui rimasto, Ser Jack, richiamato per rinsaldare le fila di un esercito ormai composto solo di pezzenti indisciplinati.
Il ritorno di Ser Jack a Ramsgate segnò la sua stessa fine, addossandsi il marchio di Maledetto di tutti coloro i quali in quel luogo ritornavano.
Lungi dall'essere come il Lord fratello, egli, onorevole e scaltro, alla corte di Lord Waxley era divenuto un vero cavaliere dei Sette Regni. Si distinse al torneo di Porto Bianco, ma qualcuno sfruttò il suo onore e la sua fiducia per eliminare col veleno infausto un bastardo troppo in vista.
A Porto Bianco fu graziato e perdonato, ma la Maledizione di Ramsgate albeggiava in lui e nel suo cuore: innamoratosi perdutamente della bella Lady Delaria che, rinchiusa in una gabbia aveva dato se stessa al septon che le donava rifugio dal violento marito.
Ma Ser Jack li scoprì e, preso dall'ira per la vista dei due amanti, uccise il septon e lasciò la bella Lady volare verso gli Dei.
Nemmeno il figlio bastardo di Lord Ulfer, Frederick dalle astute parole, riuscì a dissuadere il Lord suo padre dalla guerra, né ne aveva l'autorità per farlo, rinnegato fin da piccolo e sopravvissuto solo perché protetto dal suo attendente di campo.
Molti affari il bastardo portò al padre e ai suoi possedimenti, e sui di lui gravò il peso e il compito di amministrare il piccolo regno... Ma le sue mani erano sporche, e le sue spalle troppo piccole e deboli per sollevare Ramsgate da solo... Cercò consigli, amici, ma trovò solo pugnali, tradimento, e rovina.
Non poteva certo Duncan, il prediletto, fermare il Lord dalla guerra. Egli così attento e capace, così fedele come un cane da caccia che riporta la preda al proprio padrone.
Duncan l'orfano era cresciuto all'ombra possente di un comandante terribile che tutti odiava tranne lui, a causa di quella sua somiglianza in modi e aspetto al di questi maestro e protettore. Protettore che si scoprì essere nient'altro che un fuggitivo dell'antica famiglia Anders, Dorwan il giovane, che scappò dall'ombra pressante dell'ormai dannato padre, Lord Golan conosciuto col nome di "Coraggioso".
Nessuno a Ramsgate dissuase la Bestia Rossa dal suo imminente pasto: la guerra che per anni l'aveva sfamato!
Non il septon, così intento alle preghiere e all'amore, che sciolse i suoi voti e la sua vita; né mastro Goryn, così vecchio e spaventato; né Castrel il duro e severo, che tanta rabbia covava e a tanto potere mirava.
Fu così che le piccole pedine di Lord Ulfer partirono per azzannare al collo l'alce di Hornwood, lasciando il Maledetto Castello sguarnito, preda di giocatori più attenti e cacciatori più pazienti.
La Bestia non partì subito per la guerra, voleva arrivare quando la preda esanime implorava pietà, e attese...
Ai suoi cani lasciò la crudezza dello scontro, ma questi presto scoprirono che di una trappola si trattava.
L'avido Lord Sanguisuga, che da tempo sognava di espandere il suo terrificante potere su quelle regioni era già lì, in agguato, pronto a scuoiare assedianti ed assediati con un unico coltello.
E fu lo stesso Lord Stark a dargliene forma e potere, con un decreto reale firmato e laccato. - Che astuzia quel Bolton aveva!
Ma fu con Frederick il bastardo, che tutto ebbe a finire.
Con promesse di oro egli credette a falsi alleati, ed aprì le porte a mercanti e banchieri, che si scopriron presto esser solo ladri e assassini, col pugnale già rosso del sangue della Bestia in mano.
Allora egli impaurito chiamò a raccolta i suoi ultimi amici al di là del Mare Stretto!
Ma di un mercante di Pentos c'è meno da fidarsi di un branco di lupi affamati... E questi, partito con promesse di aiuto, arrivò con mercenari assetati di sangue e pronti a chiuder la partita.
Ciò che pochi sanno a tutt'oggi è che il motivo della “Maledizione di Ramsgate” era anche il suo vero Tesoro!
In fondo alle segrete, oltre il buio più nero, giaceva là il segreto dell'alleanza tra l'antico Casato e la Ribellione dei pretendenti bastardi: Daemon Blackfyre decenni prima aveva legato a sé le sorti degli Anders con un vincolo più forte di qualsiasi matrimonio, aveva donato loro il segreto della “Rinascita dei Targaryen”.
Cosa fosse quel tesoro nessuno oggi lo sa - o vuol dirlo - perché rubato, distrutto o disperso.
Ma un segreto non è al sicuro con chi già lo conosce, e con il fil di una lama dell'est il Casato Kilgaard finì.
Questa Milord la triste storia di un poco glorioso Casato, da un mercenario creato e da un mercenario cessato!
- “Cavaliere, la vostra interessante storia non spiega come fa una Spada Giurata a possedere una lama di Valyria come la vostra...”
Milord, questo perché quel giorno a Ramsgate non tutti perirono. Una persona si salvò dalle grinfie di quegli assassini: il suo nome era Duncan Vesh, del Casato Anders.
Mio padre...




6 Commenti:
oh.....ma che bella storia....peccato non esser stato il dunkan di turno che droppa una spada sgraverrima e un erede ganzo come il suo bambinetto!!!
a me è toccato morire più che ridurre la mia vita al servizio di qualcuno che non fosse mio padre!
vabbè andrà meglio la prossima volta...quando il pg sgravo sarò io! MUAHAHAHAHHA!!!
cmq sia l'intrigo è stato quasi del tutto inutile ed estremamente difficile da giocare in una campagna "breve" dove tutto o quasi è già pianificato.
vabbè...sono comunque onorato di poter essere stato una pedina del possente master MIKI!
Sì, l'argomento "intrigo" in effetti è da riprendere.
Viste le regole, anche se provate poco, mi hanno dato l'idea di spezzare molto il gdr, cosa che invece per me rimane primario su tutto. Ecco perchè le regole sull'intrigo le ho presto accantonate, per lasciare spazio alle decisioni e alle contrattazioni più parlate.
Poi magari con una campagna più lunga, con obiettivi più a lungo termine o respiro, ci stava che lo usassimo di più... ma non è neanche detto.
Posso confermare però che, nonostante avessi già pianificato diverse cose, non tutto era deciso anzi, lasciava spazio alle decisioni e alle scelte vostre di pg. Scelte che hanno decretato la velocità della fine del Casato o che hanno decretato la fine o meno dei vostri pg.
Un discorso a parte per Gabri, che se sembra droppare sempre epico, è perché lui ci da la casa e ci paga la birra tutte le sere.
E cmq se anche il piccolo Dan è ora cavaliere, la sorte del Mastro Duncan non è menzionata, ma posso assicurare che è morto in un modo di merda, come da tradizione per ogni personaggio della saga di Martin che si rispetti!
Il finale perfetto per una delle più belle campagne che io abbia mai giocato, fatico a trovare punti da migliorare, poichè i miei pochi dubbi all'inizio erano orientati sui POW, che invece si sono rivelati utili e divertenti.
La storia sarebbe davvero da scrivere, nei dettagli, sarebbe da farci un romanzo o una piccola serie tv!
Ovviamente Fredrick sarebbe interpretato da Ezio Greggio...
A proposito del nostro maestro del conio dalle mani bucate:
I miei eredi sbirri non li ho droppati, ma sborrati nel ventre della mia defunta moglie. Duncan era il prediletto di Ulfer perchè tu ti limitavi a leccargli il culo, mentre Duncan mangiava le noccioline che trovava nella sua cacca.
E le armi viola/sbirre/sgrave che michi mi avrebbe fatto droppare, se non l'hai ancora capito, sono un mezzo per nascondere il suo sadismo nei miei confronti:
Zigilurbadshar-> ascia maledetta che il mio pg ha dovuto distruggere con le sue mani.
Martello di pietra di Kendhar WH -> martello per un pg focalizzato su ascia che poi è stato restituito al suo proprietario.
Spada corta +5% di Kruger -> volata i un baratro,ripresa spendendo un punto fato.
I miei pg, perfino quelli Sventratori, muoiono sempre di morti idiote, sicuramente Duncan sarà stato schiacciato da un carro mentre attraversava o qualcosa di simile...
A domani!
:-D
MI unisco al coro: una delle migliori campagne mai giocate!
Bella la storia, bravi i Pg.
Niente elfi e halfling del cazzo, sistema snello e fluido (intrigo da rigiocare) ambientazione conosciuta da tutti e bella come poche...storie d'amore e tradimenti, giostre e avvelenamenti, poco combat ma gustoso..
A parte che essendomi immedesimato troppo con Ser jack (sarà stato pe via del nome) adesso sono costretto a sedute psicoterapiche, per guarire dal senso di inadeguatezza che Ulfer mi ha provocato!
Il mio PG nell'unico anello, sarà un Nano Bastardo (non di nascita), proprio stronzo..insopportabile ed egocentrico!
Grandi Ragazzi. Anche io mi unisco al vostro plauso a Master Mich. Ho giocato solo un quito di questa campagna, ma è stata davvero coinvolgente. E il finale sembra essere stato davvero all'altezza.
Bravi tutti.
Continuate a giocare e divertirvi.
Viva il GdR sempre!!
Un abbraccio a tutti voi.
Grande Marco!
Ora posso rivelarti che sin da principio il tuo pg Heron me l'ero visto con l'ardito e liberatorio compito di uccidere Lord Ulfer.
E così è stato: Heron era la finta facciata che tramite la Gilda della Stella del Nord e la promessa di un cospicuo prestito per la guerra, doveva avvicinare i Kilgaard, il cui Lord era sempre così protetto.
A guerra iniziata, grazie all'arrivo di moneta sonante della Gilda, Ulfer e il castello si sono trovati sguarniti e il tuo muto compagno è stato a quel punto pronto ad intervenire e assassinare nel sonno la Bestia Rossa.
Va anche detto che la fine del povero Heron me la sono immaginata nel caso fosse venuto a conoscenza dell'Uovo del Drago.
A quel punto non sarebbero più intervenuti i mercenari da Pentos per uccidere tutti, ma sarebbero arrivati solo per ripulire il tuo già ottimo operato.
Solo a quel punto il tuo muto aiutante ti avrebbe infilato la lama nel petto dopo un cenno del sorridente mercante Pentoshi...
Il prezzo per la sua libertà ed il suo futuro era il tuo silenzio su tutta la vicenda.
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