Il boschetto dei Druidi

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martedì, gennaio 24, 2017

La canzone di Amaranto, l'orgoglio di Brandiburgo

Nelle terre ad est scorre un fiume
è lì che grandi avventure vedon lume.
Noi tutti sappiamo di Bilbo il grande
che del drago fermò le scorribande,
entrando attraverso la porta segreta
indicò alla freccia di Bard la giusta meta.

Non tutti conoscono però la storia
di un grande hobbit e della sua gloria.
Il drago e il fantasma l'han sottovalutato
quindi lui da sotto il naso gli ha rubato
l'oscuro globo, la spada e il rubino,
e nella birra di Dain mise il peperoncino.

Grande amico di stregoni, di elfi e di umani,
si fece molto apprezzare in particolare dai nani.
Partì di un nuovo in viaggio
per conto di Balin il Saggio,
per salvare l'amico disperso
e per fermare una guerra, a tempo perso.

Fu durante la missione di salvataggio
del suo giovane fratello poco saggio
che nella grotta del re dei goblin puzzolente
il grande cuore si fermò definitivamente.

Amaranto è l'eroe della canzone,
ricordatelo sempre e prendete ispirazione.
Lo sguardo superficiale vede l'altezza,
quello attento scopre forza e saggezza.





giovedì, dicembre 01, 2016

Nell'oscurità

Il buio era fitto intorno a lui, le rocce fredde e umide, ma lì era dove era cresciuto e nulla di questo poteva turbarlo. Ciò che lo rendeva ansioso era dover riferire alla matrona i problemi che stavano affrontando per far cadere Shadowdale...
"Dimmi Jaliynfein, perchè continui ad accampare scuse per il tuo fallimento? Non ti bastano un orda di orchi e un drago per portare a termine la tua missione?" La matrona lo scrutò con la sua solita aria di superiorità, circondata dagli sguardi di approvazione delle sue figlie. "Ci sono stati degli imprevisti madre, una potente maga e un valoroso condottiero hanno respinto gli orchi al cancello nord e ora stanno dando filo da torcere ai nostri guerrieri alla torre" disse Jaliynefein assumendo un tono sottomesso. " Ci sono altre brutte notizie...Jarlaxle è morto a causa di una freccia" aggiunse. La matrona si trattenne a stento dal colpirlo, del resto le rimanevano solo 3 figli maschi e non era il caso di ucciderne uno proprio ora che i suoi piani stavano giungendo a compimento. Jaliynfein proseguì incurante della minaccia alla sua incolumità "Il covo della mano negra è stato distrutto, ma siamo riusciti a portare in salvo le armi e i nostri soldati, lo stregone è ora alla torre e il drago sta incendiando la città, a breve Shadowdale sarà in mano nostra e allora assurgeremo fra le casate più potenti d Menzoberranzan". "Taci sciocco" disse la matrona " e sparisci dalla mia vista maschio inetto".
"Quei due devono morire" disse la matrona rivolgendosi alla sacerdotesse sue figlie, "convochiamo la dea e chiediamole di evocare la Progenie del Caos per porre fine alle miserabili vite di quegli impiccioni".



domenica, novembre 20, 2016

Fuori dalla mura

"Comandante Marlurg". "Dimmi Ygrish": "Abbiamo sfondato al cancello nord, ma gli umani sono riusciti a respingerci dalle mura e i nostri sciamani sono stati spazzati via da un espolosione di fuoco, una maga dalle merlature a quanto pare..."
"Che i loro Dei marciscano Ygrish; Riunisci gli Spezza Ossa, i Demoni delle Colline e Teschi Insaguinati e di loro di assaltare il cancello sud, manda Gormuk e quella mezza sega di sciamano che ci è rimasto a chiamare
Balagos,non mi fido, ma Shadowdale deve cadere al più presto, non voglio sentire le lamentele dei pelle scura". "Subito comandante".
Marlurg guardò Ygrish allontanarsi con la sua andatura ondeggiante e dirigersi verso le tende dove i vari capotribù erano accampati; da secoli così tanti clan non si riunivano sotto il comando di un unica guida e quella guida era lui Marlurg Zannatorta, ma Marlurg non stava assaporando il gusto del potere in quel momento, rimpiangeva le semplici razzie, gli stupri e i banchetti di quando era solo il capoclan dei Zen Vishturak (I monchi).
Da quando aveva stretto il patto coi pelle scura non era più sicuro di essere in comando di alcunchè, si sentiva più che altro una pedina nelle mani di Matrona Dinaez.
Marlurg si riscosse dai suoi ragionamenti per osservare meglio il campo di battaglia, le mura non erano niente di chè e si sentì sicuro che avrebbe preso la città entro sera, tanto più con l'aiuto di Balagos e a quel punto gli umani avrebbero pagato caro per tutti gli orchi morti e per tutti gli anni passati sulle montagne a scannarsi per due capre, già pregustava i saccheggi, il caos e la violenza!



venerdì, maggio 01, 2015

Ciao sono in Croazia a Zagabria con tutta la famiglia più gli suoceri...siamo venuti a trovare Lapo che è qua a trombare tutte le tipe dell'erasmus...nn credo che gli bastino 6mesi. Abbiamo preso una casa da un certo tomislav campione nazionale di giudo o taicundò.



sabato, marzo 07, 2015

Jasmine - Il turno di guardia

Quella notte eravate voi due a fare il turno di guardia.
Tu guardavi Carrion con occhi diversi… Lui aveva notato i tuoi poteri magici fin da subito, e dal primo momento si era dimostrato incuriosito da te e dalla tua storia e ti aveva accolto con una gentilezza ed una dolcezza a cui non eri abituata.
Poi quei suoi grandi occhi, la sua grazia, l’armonia con cui si muoveva col suo bel corpo esile e snello. Le orecchie a punta erano così strane per te ed il suo sorriso ti illuminava… anche alla luce del fuoco da campo, in quella notte…
Parlavate tanto… la magia era il vostro argomento comune, e lui si era offerto di aiutarti a sviluppare le tue doti. Ma per te era solo una scusa per stargli vicino. Lui era molto più grande di te… di quasi 80 anni! Il suo aspetto era ancora così giovane ed elegante, la pelle liscia, il corpo saldo. La stirpe elfica scorreva in lui e gli donava una bellezza quasi ultraterrena.
E quella sera ti parlò della sua famiglia:

“Mia madre era un’Elfa… originaria delle foreste d Kyonin… aveva un cuore grande e amava le avventure. La sua voglia di viaggiare la rese poco amica della sua razza… e quado poi incontrò mio padre.. beh… dovette troncare ogni rapporto con gli altri Elfi…
Mio padre e mia madre si incontrarono nei Regni Fluviali… se non ricordo male nella città di Pitax! Lui era un mercenario e all’epoca si guadagnava da vivere combattendo. Quei Regni sono un caos continuo, battaglie sanguinarie vengono combattute per un capriccio… e alla fine anche chi cerca di non invischiarsi ne rimane risucchiato. Per questo fuggirono da quei territori, e si trasferirono nel Brevoy, dove nessuno li conosceva e lì nacqui io, a Restov.
Ma gli Umani sanno essere anche perfidi, soprattutto quando è l’oro a guidare i loro cuori, come nel Brevoy… E mia madre fu presa di mira dall’invidia e dall’ignoranza. Fu additata perché aiutava una sua amica… a sua volta vista dalla gente del Rostland come una strega.
Una massa di contadini ignoranti si radunò per scacciare mia madre e la sua amica dalla regione, e non fu sufficiente l’intervento di mio padre… Le autorità non fecero niente… Mia madre, convinta di poter convincere quelle persone fu strattonata e pestata a morte… mio padre perse un occhio in quello scontro… e fu in seguito imprigionato per l’omicidio di alcune persone… E ora non so neanche più dove sia… se sia vivo o se sia morto…
Solo Belnam riuscì a fuggire… Ormai convinta della malvagità di quelle persone e sfoggiando poteri magici conosciuti a pochi…
Fu proprio Belnam la Mezzastrega - come amava soprannominarsi - a crescermi… E a farmi conoscere la Magia ed il suo utilizzo… il suo sangue metà di Elfa e metà di Fata riuniva in un’unica persona le conoscenze più ampie del Primo Mondo e dell’Alta Arte... e la sua conoscenza era vastissima!
Ora vive solitaria in una regione paludosa… a sud…
Ma scusa se ti ho annoiata con queste storie! Riprendiamo coi tuoi esercizi!”



lunedì, febbraio 23, 2015

Il requiem del cacciatore

Ho affondato le spade in ogni singolo Goblin che infestava questo lurido buco nel terreno, ho piantato un paio di frecce in ogni testa, ho fatto scorrere insieme ai miei compagni tutto il sangue che queste schifose creature blu avevano in corpo...ma nn è bastato. Non mi sento appagato. Ho ancora il fiatone, le tempie che pulsano per lo sforzo e l'adrenalina del combattimento ma so che appena mi fermerò mi accorgerò delle lacrime che rigano il mio viso. Era la principessa dei boschi, avrebbe cacciato, avrebbe trovato un branco, un compagno e assieme avrebbero dato vita ad una bella cucciolata...avrebbero preso parte al fiume del tempo e della vita della foresta. Era un esemplare giovane ma forte, si era ripresa perfettamente dalle ferite della trappola dei cacciatori... ma forse era troppo incauta. Che assurdità...la colpa è mia, non è naturale che un lupo si accompagni ad uno gnomo o ad una qualsiasi altra razza, dovevo fare in modo che nn mi seguisse, dovevo scacciarla appena riprese le forze...doveva restare un cacciatore selvaggio e nn un cane addomesticato. È tutta colpa mia! Credevo fosse un segno della foresta,un dono, e ora la sua testa è infilzata su una picca, il resto mangiato dai fetidi pelle blu. Non mi perdonerò mai...Mi sarà di lezione per sempre, la lezione più importante: Mai alterare il ciclo della natura.
D'ora in poi non cercherò la compagnia degli animali selvatici, mi limiterò ad ascoltarli, a parlargli, a sfamarli e a curarli, se necessario, ma rimarranno creature selvagge come selvaggia è madre verde...resteranno sue figlie e figli ed io non cercherò più di ammaestrarli. Senza accorgermene stavo cercando di cambiare la natura perfetta, stavo inquinando l'istinto del predatore...sono stato arrogante e superbo...e ora prila è morta e a me non restano nemmeno le lacrime per piangerla.
Ora mi sento come il sicomoro ai piedi del quale ho deciso di seppellirla, spoglio; come se, cadendo, le foglie si siano portate via l'armatura verde che mi protegge dal sole e dalla pioggia, l'armatura che offre riparo a tutti gli animali che sostano sotto le mie forti braccia nodose. mi sono sentito svuotato, nudo, inutile...ma è durato il tempo di un battito d'ali. Adesso so cosa devo fare: ancora una volta la natura mi guiderà e come il sicomoro mi staglierò quale baluardo contro le creature malvagie e innaturali che minacciano queste terre; sono partito come esploratore ma divento ora cacciatore sperando che lo spirito di Prila mi dia saggezza e forza per affrontare le future minacce.
I miei compagni mi osservano mentre in silenzio mi accingo ad erigere il piccolo tumulo di pietre...sento i loro occhi su di me, si chiederanno che sto facendo?...o qualcuno come me percepisce il Legame??? Forse il barbaro jago o la letale e giovane jasmine? forse...DENNA???improbabile, più possibile che sia l'altra gambelunghe...Doreana. Vedrò...

Farò di tutto per proteggere queste terre e spero che il gruppo strano al quale mi sono unito mi dia una mano perché di lavoro sembra essercene tanto, troppo anche per uno gnomo.



martedì, febbraio 17, 2015

La parabola dell'albero solitario


Da La nascita della Luce e della Verità

Un tempo, la signora Sarenrae si trovava a viaggiare lungo un sentiero di montagna: giunta nei pressi di una grande frana, trovò un giovane albero. Questo era stato quasi totalmente divelto dal terreno e solo una singola radice lo teneva appeso al fianco della montagna.
Ella, colpita dalla tenacia della piccola pianta, la raddrizzò, ne seppellì nuovamente le radici e la innaffiò con l'acqua della sua borraccia.
Fatto questo, salutò il piccolo albero e ripartì.
Dopo lungo tempo, la Signora ritrovandosi a passare nuovamente in quei luoghi, si ricordò del piccolo albero e volle ritrovarlo. Dove un tempo si ergeva il piccolo albero solitario, ora si trovava un bosco: questo con le sue radici tratteneva la montagna, con i suoi rami dava rifugio agli uccelli e con i suoi frutti sfamava gli animali che lo abitavano.